The Students for Humanity Review

April 24, 2018

Il caso di Sana Cheema, la giovane italo-pakistana morta in patria dove la famiglia le aveva organizzato un matrimonio combinato, è l’ennesimo episodio di femminicidio per mano di un familiare che cerca con la violenza di imporre la propria autorità.

Sana arrivò in Italia assieme alla famiglia nel 2003, aveva proseguito gli studi a Brescia dove viveva, e in seguito aveva trovato lavoro pressoi un ufficio conducendo la vita di una tipica venticinquenne. La ragazza, ormai occidentalizzata sia nei modi che nei costumi, voleva sottrarsi al volere del padre che non accettava una figlia libera ed emancipata. Questo a Sana è costato la vita.

Oggi più che mai il problema della condizione femminile riveste un ruolo fondamentale all’interno della nostra società.

Sin dall’antichità la donna veniva vista...

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