Salvare i bambini dalla povertà educativa in Italia

November 2, 2017

 

Con “povertà educativa” non si intende solo povertà economica, ma anche scarsa e inadeguata offerta di servizi e opportunità educative e formative che consentano ai minori di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni.

In Italia la Sicilia e la Campania detengono il primato delle regioni italiane con la maggiore povertà educativa, seguite da Calabria e Puglia: scarsa è l’offerta di servizi all’infanzia, grave l’assenza del tempo pieno e insufficienti le infrastrutture scolastiche che garantiscano l’approfondimento.

Tra le fasi fondamentali nella crescita dell’individuo c’è sicuramente l’asilo nido, dal momento che i primi anni di vita sono di cruciale importanza per lo sviluppo delle capacità fisiche e cognitive; eppure in Italia solo il 13% dei bambini tra 0 e 2 anni frequenta un asilo nido o usufruisce di servizi simili per la prima infanzia.

In una fase successiva cruciale importanza è assunta dal tempo pieno, dal momento che offre l’opportunità di svolgere attività extra curriculari essenziali per rafforzare le capacità emotive, motivazionali e sociali; nonostante ciò, esso ormai risulta assente nel 68% delle scuole primarie e nell’85% delle scuole secondarie di primo grado.

 

La povertà educativa non è determinata solo dalle attività curriculari ma anche dal contesto di vita al di fuori delle mura scolastiche.

Un rapporto di Save the Children Italia rivela che il 48% dei minori tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro nell’anno precedente, se non quelli scolastici, il 69% non ha visitato un sito archeologico e il 55% un museo, mentre il 46% non ha svolto alcuna attività sportiva.

Dal rapporto emerge inoltre una forte correlazione tra povertà educativa e i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training), ovvero quei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non frequentano percorsi di istruzione e formazione.

 

La povertà educativa in Italia rappresenta uno dei problemi più gravi: infatti, i bambini esposti al problema solitamente riscontrano un ritardo nell’apprendimento e nella crescita personale ed emotiva, che difficilmente viene colmato crescendo.

Ciò soffoca sul nascere le aspirazioni e i talenti dei giovani italiani, oltre a non garantire a tutti le stesse opportunità, conservando una vena di ingiustizia e di incertezza per quanto riguarda il futuro.

Il peso della povertà educativa è molto più grande di quanto si possa pensare a primo impatto, soprattutto perché può facilmente portare alla creazione di un circolo vizioso: il percorso educativo del bambino è spesso determinato dallo svantaggio ereditato dalle famiglie e i giovani, a loro volta, da adulti, potrebbero essere a rischio povertà ed esclusione sociale, compromettendo così il loro futuro.

 

Save The Children ci offre questa definizione:

"La povertà educativa è la privazione per un bambino ed un adolescente della possibilità di apprendere, di sperimentare le proprie capacità, di sviluppare e far fiorire liberamente i propri talenti e aspirazioni. Povertà educativa significa anche limitazione delle opportunità di crescita dal punto di vista emotivo, delle relazioni con gli altri, della scoperta di se stessi e del mondo esterno. Significa quindi non poter vivere la propria infanzia e non poter sognare il proprio futuro".

 

Oggi il problema non affligge più solo chi è poco avvantaggiato economicamente, ma si è ormai propagato alla maggioranza dei gruppi sociali.

Una soluzione proposta è stata la realizzazione del cosiddetto “Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile”, alimentato dalle Fondazioni di origine bancaria e finalizzato alla rimozione degli impedimenti

 

 

alla piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori.

Inoltre, in quasi tutte le città italiane sono state promosse diverse iniziative, tra cui spicca l’iniziativa chiamata “7 giorni per il futuro”, una settimana con circa 400 eventi in tutta la penisola, promossi da circa 250 enti e associazioni, dedicati a giovani e famiglie per informare e sensibilizzare sull’importanza delle risorse educative per la crescita dei bambini.

Le iniziative promosse fino ad ora hanno riscosso particolare successo, lanciando un messaggio di speranza, affinché nessun bambino sia privato della possibilità di far fiorire il suo talento e costruire liberamente il suo futuro.

 

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