L’abbandono precoce del sistema scolastico

November 14, 2017

Nonostante l’aumento generale del livello di istruzione dei cittadini Europei, un problema che ancora affligge la nostra Comunità è l’abbandono precoce del sistema scolastico. Questa problematica è particolarmente rilevante non in quanto tale, bensì in quanto presupposto per il generarsi di altre problematiche ben piu’ gravi: i minori che abbandonano gli Studi prima della fine della Scuola dell’obbligo infatti sono piu’ propensi a commettere atti di microcriminalità e poi, in età adulta, a svolgere lavori in nero, privi dunque di qualsivoglia tutela. La frequenza alle lezioni e l’obbligo scolastico, hanno una duplice finalità: istruire le persone, in modo tale da dare loro strumenti idonei per svolgere una professione (e dunque autodeterminarsi in età adulta), ma anche aiutare i giovani a sviluppare un senso critico, una consapevolezza, la capacità di reagire ai problemi quotidiani, rispettare l’autorità, tutti aspetti fondamentali per affrontare il mondo degli adulti. Riuscire a tenere i ragazzi nelle Scuole significa sottrarli alla strada, e a tutti i pericoli e le mancanze che ne derivano. A sostegno della tesi che un buon grado di istruzione sia direttamente correlato ad una piu’ bassa probabilità di atti criminosi, vi sono i dati del Rapporto Openpolis del 2016, per cui, nonostante la difficoltà nel raccogliere informazioni di questo tipo e la scarsità dei dati stessi, si rilevano tra i reclusi nelle carceri italiane solo 514 laureati, 3.537 aventi il diploma di scuola media superiore, 465 aventi un attestato di conseguimento del diploma di scuola professionale, 16.203 aventi il diploma di scuola media inferiore, 5.720 carcerati aventi la licenza di scuola elementare, 1.103 privi di titoli di studio e 593 analfabeti. Appare evidente come la maggior parte dei carcerati abbia un livello di istruzione fino al diploma di scuola media inferiore e dunque faccia parte di coloro che si sono ritirati prematuramente dal sistema scolastico.

 

“La scuola in definitiva dovrebbe insegnare a diventare intelligenti. E anche pratici, per potersi autogestire in modo valido. Cioè fare in modo che, una volta che si è davvero dimenticato molto di ciò che si è imparato sui banchi, emerga però un cervello che è stato allenato a rispondere bene agli stimoli ambientali, che è capace di adattarsi, e di affrontare in modo corretto i problemi.” - Piero Angela

 

Per questo è necessario contrastare l’abbandono precoce del sistema scolastico, non perché in Europa o in Italia manchino lavoratori qualificati, bravi tecnici del mestiere, o professionisti eccellenti, bensì per l’importanza che la (buona) Scuola ha nella costruzione di Cittadini autonomi, consapevoli e capaci di affrontare i problemi quotidiani.

 

Proprio per tali ragioni sia sul piano Comunitario che su quello Nazionale negli ultimi anni si sono intraprese campagne contro l’abbandono precoce del Sistema Scolastico.

 

La “Strategia Europa 2020”, sul punto inerente l’istruzione, ha previsto tra gli obiettivi quello di portare il tasso di abbandono al di sotto del 10% in tutti i suoi Stati Membri.

 

 

 

Gli ultimi dati (quelli riassunti nei grafici sottostanti) risalgono al 2013, ed evidenziano come, purtroppo, siamo ancora decisamente lontano dall’obiettivo, con solo 18 Stati su 28 con un tasso inferiore al 10%. La situazione dell’Italia è tutt’altro che lodevole: al quinto posto tra i Paesi dove il tasso di abbandono è piu’ alto, vediamo una percentuale del 17% (20,2 tra gli uomini e 13,7 tra le donne). Lo Stato che piu’ soffre questa piaga sociale è la Spagna, con circa il 24% di abbandoni precoci, male anche Malta e Portogallo. Il Paese con il piu’ basso tasso di abbandono precoce invece è la Croazia, con meno del 4%. Bene anche Slovenia, Croazia e Repubblica Ceca. È interessante vedere come la Ricchezza di uno Stato non sia affatto correlata con il suo indice di abbandoni precoci del sistema scolastico.

 

Anche sul piano Territoriale il Governo Nazionale sta attuando un “Quadro strategico nazionale 2007-2013” (Qsn), il cui obiettivo è portare il tasso in esame al di sotto del 10% non sono in Italia (coerentemente con gli obiettivi europei) ma anche a livello Regionale.

 

 

Vi è una forte sperequazione infatti sul Suolo Italico circa la distribuzione territoriale del tasso di abbandono precoce del sistema scolastico: in Sicilia, ad esempio, troviamo la percentuale piu’ alta (25,5%); una bella differenza con la percentuale del Veneto (9%) o con quello della Provincia Autonoma di Trento (10%).

Il lavoro da fare è ancora molto, ma è un segnale assolutamente positivo che le Istituzioni Nazionali ed Internazionali abbiano riconosciuto questo problema e si stiano impegnando per debellarlo. Forse la Scuola avrebbe bisogno di essere stravolta da un lato, con l’introduzione di nuove modalità di insegnamento, piu’ interattive e stimolanti; e di tornare alle origini dall’altro, con un piu’ rigido sistema educativo ed etico. La chiave potrebbe essere cambiare il punto di vista dei ragazzi sulla scuola: da obbligo a opportunità; da imposizione a qualcosa da cui trarre profitto.

Senza istruzione non c’è progresso, la scuola migliora la vita e, in alcuni casi, può anche salvarla, dando un’alternativa alla criminalità e al lavoro in nero, privo di tutela.

 

Michol Bartucci

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