Eroi moderni: Alexandre Mars, il milionario filantropo che insegna che la vera ricchezza è la generosità

November 23, 2017

 

Alexandre Mars è un ragazzo francese di 41 anni, con una particolarità: è milionario. Infatti, a 17 anni lancia la sua prima venture e a 21 ha fondato una tra le prime agenzie web europee. Alexandre ha capito che la chiave del successo è orientarsi alle nuove tecnologie e l’apice del successo arriva proprio con la creazione di due start-up, Phonevalley e ScrOOn, che vengono poi comprate da Publicis Groupe, la terza compagnia di comunicazioni al mondo, e a Blackberry rispettivamente.

 

“Figure out what you are good at and put it to work for purpose, not just profit”

 

[Alexander Mars, founder of Epic Foundation]

 

Il punto di svolta arriva nel 2013, a meno di quaranta anni, quando ha accumulato sufficiente ricchezza da realizzare il suo obbiettivo di sempre: fare la sua parte per rendere il mondo un posto migliore. Alexandre infatti, non è solo milionario, ma ha un'altra caratteristica importante. Egli non tollera l’ingiustizia e la disuguaglianza sociale. Intervistato dai giornali, racconta che questa sua vena umanitaria deriva sia dall’esser stato cresciuto da una madre molto attenta ai bisogni degli altri, sia da aver visitato intorno ai 20 anni un orfanotrofio in India dove la sua attuale moglie era volontaria ed di essere rimasto fortemente colpito dalle condizioni di vita dei bambini. 

 

 

Nel 2014 quindi, insieme al suo amico e collaboratore Nicola Crosta, realizza il suo sogno ed obbiettivo, fondando Epic Foundation, una start up filantropica che si basa sull’utilizzo della tecnologia per creare una connessione tra donatori e charities con l’obbiettivo di offrire soluzioni ad alto impatto sociale per i bambini ed i giovani. Prima di lanciare Epic, Alexandre ha speso un anno ad incontrare gli amministratori di non-profit, a parlare con i possibili donatori e a farsi delle domande. Ha capito che l’attuale sentimento dei donatori verso il mondo del non-profit è di confusione e sconforto. È infatti difficile orientarsi in un mondo così esteso ed eterogeneo, dove vi sono migliaia di associazioni che si occupano dei più svariati problemi. I donatori faticano a valutare l’affidabilità delle organizzazioni e a scegliere quelle che offrono soluzioni più efficaci e sostenibili. Si è anche reso conto che i governi ora hanno troppi problemi da risolvere per pensare alla filantropia, che dovrebbe quindi essere presa in carico dal settore privato. La ricchezza dovrebbe essere messa a disposizione del bene comune. Per ovviare a questi problemi, Epic utilizza un rigoroso processo di selezione, basato su indicatori di performance e controlli incrociati, per costruire il suo portfolio di circa 40 charities da finanziare e ne monitora attentamente l’impatto e la sostenibilità, in modo da garantire ai donatori la sicurezza del loro investimento. Per assicurare che il 100% delle donazioni arrivino interamente alle organizzazioni, tutte le spese amministrative della fondazione, che ammontano circa ad un milione e mezzo annuo, sono e saranno sempre coperte da Alexandre. Tra le altre garanzie offerte ai donatori, vi è anche quella dell’esperienza, infatti Epic dà la possibilità di organizzare visite sul campo per osservare direttamente il lavoro delle charities e conoscere i beneficiari. È infatti importante che i più benestanti sperimentino direttamente le condizioni disagiate in cui parte della popolazione si trova e si rendano conto della necessità del loro contributo.

 

 

La tecnologia è sempre stata al centro del lavoro e della vita di Alexandre e per questo è una componente chiave della fondazione. Per questo, per rendere più attraenti le donazioni, il sito è coinvolgente e user-friendly. Vi sono quattro diverse modalità per donare, tutte innovative. Attraverso lo Sharing Pledge per esempio, ai giovani imprenditori è data la possibilità di legare una percentuale dei guadagni delle loro imprese alla fondazione. Altre possibilità sono quelle di far sì che una percentuale dei pagamenti dei clienti sia devoluta ad Epic o di scegliere una sola organizzazione tra quelle del portfolio a cui fare una donazione. L’idea è quella di convincere i Millenials che entrano a far parte del settore privato ad andare oltre i profitti e a dare il loro contributo alla crescita sociale e alla lotta contro la disuguaglianza. La sua idea è quella che tutti possono fare la loro parte di solidarietà, anche senza bisogno di essere ricchi, e per questo le donazioni partono da soli 25 dollari.

 

“The word “philanthropy” has a stigma. It often feels like a word for the rich and famous. If people could realize that philanthropy just means sharing, we’d have many more philanthropists”.

 

[Alexander Mars, founder of Epic Foundation]

 

Infatti, il motto di Epic Foundation è “make giving the norm”, fare in modo che donare diventi la norma. Ed è proprio questo la grande lezione che Mars insegna. Il messaggio che nel suo percorso ha imparato è che la ricchezza da sola non è nulla, porta solo all’accumulazione di beni superflui e materiali. La ricchezza crea valore solo quando è condivisa. Donare agli altri è ciò che dà valore alle tue azioni e ti rende felice. Il suo motto è un visionario messaggio di speranza che mi ha profondamente colpita. Ovvero la speranza che la generosità diventi parte del quotidiano, che automaticamente coloro che hanno più possibilità le mettano a disposizione dei più vulnerabili per assicurar loro una possibilità. Che il successo professionale non sia l’obbiettivo, ma il mezzo che spinga a fare del bene. C’è ancora spazio per la generosità, si può ancora essere filantropi. #beepic

 

Valeria Ansaloni 

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