AIUTARE VS VIVERE

Avete mai provato a cercare su Google le parole “aiutare” e “Costituzione” insieme? Certo non è una ricerca usuale, ma con vostra sorpresa vi apparirà subito l’Articolo 3 della Costituzione:


(…)

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.


È lo Stato che, secondo il nostro ordinamento, deve eliminare quelle disuguaglianze tra i cittadini che impediscono la loro piena partecipazione all’organizzazione del Paese. È la Repubblica quindi che ha il compito di aiutare chi è in difficoltà. L’Articolo 3 della nostra Costituzione figura uno degli obbiettivi più grandi da raggiungere, rappresenta il futuro che i padri e le madri costituenti si erano immaginati per l’Italia dopo anni e anni di orrori.

A tal proposito uno delle spiegazioni più emblematiche sull’Articolo 3 la ritroviamo nel discorso agli studenti milanesi del padre costituente Piero Calamandrei, del 26 gennaio 1955. Calamandrei definiva la Costituzione italiana una realtà, un ideale, un impegno: fino a quando l’obiettivo posto dall’Articolo 3 non sarà portato a termine la nostra Repubblica non sarà pienamente democratica.

Si tratta di una connotazione ben precisa del termine “aiutare”: bisogna sostenere i meno fortunati per persegue il fine di abbattere le disuguaglianze.




Piero Calamandrei


Anche in tutta la storia della filosofia, l’aiutare il prossimo è stato considerato come mezzo per raggiungere un fine più ampio. Due grandi esempi a tal proposito ci sono dati da Schopenhauer e Leopardi. Il primo riteneva che una delle vie per sfuggire alla “volontà di vivere”, quel io irrefrenabile che ci attanaglia di dolore nell’osservanza della mera rappresentazione di noi stessi, è appunto la carità; con essa l’uomo abbandona la propria sfera egoistica e si rende conto che gli altri soffrono dello stesso dolore.

Leopardi attribuisce al termine “aiutare”, quindi all’unione fraterna tra gli uomini, un’importanza ancora più grande, che per alcuni critici è il culmine del suo vasto pensiero. Nel poema “La Ginestra” troviamo infatti, che la crudeltà della natura deve far nascere nell’uomo un sentimento di solidarietà; fratellanza che ci viene indicata dal poeta di Recanati come via per attenuare, quasi sfuggire, il dolore eterno.




Nella teoria di impresa il concetto di Corporate Social Responabilty, specialmente quella esterna, è da qualche anno a questa pare diventato fondamentale. Infatti, un’impresa che non avvia progetti per il sostegno sociale, che possono essere tra i più disparati, non viene ben vista. Si tratta di un concetto che ha molto a che vedere con l’”aiutare”; quel tipo di CSR rivolta alla comunità che interagisce con l’impresa, e in particolare a sostegno di essa, è legata alla nozione di “durata dell’impresa”. L’impresa potrà essere accreditata nella società civile ottenendo fiducia e venendo accettata come partner affidabile nelle relazioni commerciali. Anche in questo caso il sostegno per il prossimo viene fatto non soltanto fine a sé stesso, ma per un obiettivo più grande.


Ma nel concreto, cosa vuol dire “aiutare”? Darne una definizione è difficile, si tratta di un’attitudine umana; il problema si pone quando questa propensione diventa una forzatura. Ci sono dei meccanismi sociali che rientrano nei comportamenti caritatevoli, dalla religione allo status, ma la piena e totale contezza della fratellanza con il prossimo è difficile da riscontrare. La peggiore variante del processo sociale, per il quale si aiuta chi è meno fortunato, è l’esibizionismo. C’è della falsa coscienza nell’aiutare a tutti i costi gli altri, lo si fa spesso senza comprendere le pene e sofferenze del prossimo, il sostegno per gli altri dovrebbe passare prima da un percorso interno a noi stessi, che come tutti i percorsi degni di essere chiamati tali deve essere travagliato.

Per perseguire quei fini proposti dalla Costituzione, per raggiungere quegli obiettivi teorizzati da Leopardi e Schopenhauer, è necessario togliere dal termine “aiutare” l’accezione di esibizionismo. È soltanto così che il sostegno verso il prossimo può essere dato in modo naturale, pieno e facile come respirare.


Alessandro Nocera

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