Se l'acqua è un bene di Lusso

Secondo i dati pubblicati lo scorso anno dall’UNICEFF, il 30% della popolazione mondiale (2,1 miliardi di persone) non ha accesso diretto ad acqua potabile (ndr: "accesso diretto" quale quello fruibile presso la propria abitazione).

Di questi, 884 milioni non hanno nemmeno un accesso basilare: devono percorrere più di 30 minuti di strada per raggiungere una fonte di acqua potabile.

Ma, è questo è il dato più sconvolgente, 161 milioni di esseri umani non hanno nessun accesso all'acqua potabile: sono costretti, per tutto il corso della loro vita, a bere l’acqua di fiumi e laghi, senza che questa sia in alcun modo trattata.

Inoltre, ben il 60% della popolazione (4,4 miliardi di persone) non ha nemmeno accesso ai servizi igienici. 600 milioni di persone condividono latrine con altre famiglie, e ben 892 milioni defecano all'aperto. La differenza tra le aree urbane e quelle rurali è notevole: 2/3 di coloro che dispongono di acqua tramite condutture casalinghe e 3/5 di coloro che hanno un gabinetto funzionante vivono, infatti, in aree urbane. Addirittura 150 dei 161 milioni di persone che attingono acqua non trattata da laghi, fiumi o canali di irrigazione vivono in aree rurali


Questi dati sono allarmanti e preoccupanti, ed è facile comprendere il perché: l’ingestione di acqua contaminata e una condizione igienica precaria sono le cause della morte, ogni anno, di oltre 360'000 bambini di età inferiore ai cinque anni.


Diarrea, Epatite A, Tifo e Colera: di questo si muore ancora, a causa della mancanza di acqua pura o di servizi igienici, nel 2018.


Dal 2000, tuttavia, si sono fatti, grazie al lavoro di UNICEFF e OMS, molti passi avanti: miliardi di persone hanno ottenuto per la prima volta l'accesso all'acqua corrente, e coloro che erano costretti a defecare all'aperto sono scesi da 1.227 a 892 milioni (una positivissima diminuzione di 22 milioni di persone all’anno).

Naturalmente tanto altro c’è ancora da fare, e non si può nascondere che, nella maggior parte dei casi, il semplice accesso all'acqua, o ai servizi, non è affatto sufficiente: spesso mancano i beni necessari a un vero sfruttamento degli stessi (per esempio il sapone) e un’educazione igienica.


L'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (l'Agenda dell’UNICEFF che, dal 2006 al 2030 si promette, con un ambizioso obiettivo di 196 target, di promuovere il benessere umano e proteggere l’ambiente), al numero 6, prevede che venga posta fine alla pratica delle deiezioni all'aperto e venga garantito l'accesso universale ai servizi idrici e igienici di base.


«Acqua pulita e servizi igienici efficaci sono essenziali per la salute di ogni bambino e comunità, e sono fondamentali per costruire società più forti, in salute e più eque. Quando miglioriamo questi servizi nelle comunità più svantaggiate e per i bambini più emarginati, offriamo loro una possibilità più equa di un avvenire migliore.» - Anthony Lake, Direttore dell’UNICEF.


Michol Bartucci

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