Bocconi & Africa 2018



Durante le giornate del 6-7-8 Marzo l’Università Bocconi ha dato vita ad un evento del tutto nuovo, un forum dedicato a valori come reciprocità, cooperazione, sostenibilità. Temi di cui abbiamo sicuramente sentito parlare tantissime volte, ma che applicati al continente africano, ci permettono di coglierne il significato più profondo e una chiave di lettura diversa.


Durante queste giornate siamo entrati in contatto con giovani imprenditori africani e diverse NGO e associazioni internazionali che lavorano sul campo, che ci hanno dato l’opportunità per riflettere se l’approccio che è stato rivolto negli anni al continente africano è quello giusto, o se invece è arrivata l’ora di dare uno sguardo nuovo e più concreto alle policies applicate.


In questa analisi vorrei concentrarmi su tre chiavi di lettura fondamentali, che sono state molto discusse:

  1. Riformulare l’idea di partnership. Un approccio concreto richiede il passaggio da una logica donor-recipient tipica dei modelli verticali Nord-Sud ad un modello di cooperazione-partnership. Il primo concetto richiede reciprocità e mutuo rispetto, il secondo motivazione, obiettivi di lungo periodo e impegno. Questo è ottenibile solo se gli accordi che vengono presi sono basati su scopi condivisi e rispetto reciproco e solo se affrontati con professionalità, applicando teorie e studi effettivi. Qui rientrano i concetti di sostenibilità, non solo economica ma anche sociale.

  2. Non solo aiuti umanitari, ma anche capacity-building, sviluppo finanziario ed imprenditorialità. Gli aiuti umanitari sono un prerequisito per creare delle condizioni per uno sviluppo pacifico e per questo passaggio è fondamentale il ruolo delle NGO che perseguono questo tipo di scopo. È necessario anche integrare con l’investimento su quello che viene definito human capital, istruzione e sanità, oltre che infrastrutture materiali e l’implementazione di circuiti finanziari sia tradizionali che innovativi.

  3. Libertà. Il concetto di freedom, a lungo discusso, è quello che mi ha colpito di più, perché mi ha permesso di scavare fino alle sue radici. Libertà da tutti i punti di vista: imprenditoriale, politica, economica, personale. Ed è il valore che più è stato distorto dal mondo occidentale. Ogni Paese dovrebbe trovare, sulla base della propria cultura e storia, la via verso la democratizzazione, che non deve coincidere obbligatoriamente con il percorso che è stato intrapreso dai paesi sviluppati, né deve essere importato dall’esterno. Fino al momento in cui verranno applicati modelli e logiche che non appartengono alla cultura del continente africano, nessun tipo di relazione potrà essere duratura e sostenibile, nessuna sinergia potrà essere realizzata. Hawa Youssouf Ahmed, Commissioner della African Union, ha concluso il suo intervento dicendo: “Le soluzioni vanno trovate in Africa, con gli africani. Molti vincoli invece sono fuori.”

La mattinata dell’8 Marzo era dedicata al tema “LINKING HUMANITARIAN AIDS AND ECONOMIC AIMS”. Tante le testimonianze di associazioni ed NGO come: Institute for Economics and Peace, We World, COOPI, Akbaraly Foundation. Anche noi di Students for Humanity abbiamo avuto l’onore di partecipare e raccontare qualcosa di più sul nostro progetto “Working for Wasa”, in Tanzania.


Un momento di piacevole condivisione di storie, valori e motivazioni che spingono noi tutti a continuare a credere nei nostri progetti e a lavorare duro perché questi possano sempre migliorare. Ogni momento è stato scandito da un confronto su possibili sviluppi, convergenze, cambiamenti che non sono mai unilaterali e mai imposti.

L’opportunità di crescita personale e professionale che ci è stata offerta è unica, è dunque doveroso ringraziare ancora la SDA Bocconi, tutta l’organizzazione e il Professor Elio Borgonovi, con l’auspicio che momenti come questo possano ripetersi ogni anno.


Cristina Perricone

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