Io Sono Invisibile

March 23, 2018

Invisibili” è il termine che Unicef ha utilizzato per definirli: si tratta di migranti minorenni che sbarcano sulle coste italiane senza essere accompagnati da un adulto, per poi sparire nel nulla senza lasciare alcuna traccia.

 

I dati

Ogni anno sono quasi 25000 i minori non accompagnati arrivati e registrati in Italia.

Ogni anno almeno 6000 di loro risultano irreperibili.

I dati più allarmanti, ad oggi, sono quelli relativi all’anno 2015 in cui la percentuale dei minori spariti ha rappresentato ben il 34% del totale dei ragazzi non accompagnati.

La maggior parte (79%) dei minori risultati irreperibili proviene da Egitto, Eritrea, Somalia, Afghanistan e Nigeria.

 Il fenomeno

I casi di minori arrivati da soli in Italia e risultati poi irreperibili rappresentano un fenomeno allarmante. Uno su tre di loro fugge dai centri di accoglienza: fuggono per raggiungere il nord Europa, per trovare un lavoro e iniziare a mandare anche pochi spiccioli alle loro famiglie. Sono vittime di sacrifici indicibili compiuti con la speranza di creare un’opportunità si rinascita sia per sé stessi che per le loro famiglie lontane.

Essi rappresentano la categoria più vulnerabile tra i migranti, e la criminalità ne ha già fatto un affare, dato che molti finirebbero nelle mani dello sfruttamento sessuale, della droga e della prostituzione: i racconti nelle testimonianze a seguire.

Le testimonianze

Abdul è un ragazzino di sedici anni che, forse per il peso delle esperienze che porta sulle spalle, ne dimostra molti di più: si accende una sigaretta e stringe due sacchetti di plastica contenenti gli unici oggetti che è riuscito a portare via con sé prima di imbarcarsi.

Abdul è in compagnia di altri tre ragazzi chiamati Fathi, Ibrahim e Mohammed, costretti a vivere per strada, a vendere il proprio corpo diventando vittime di pedofili per non morire di fame.

I ragazzi raccontano che i loro genitori in Siria, Libia, Ghana e Nigeria si sono indebitati per raccogliere il denaro necessario per farli imbarcare nella speranza di un futuro migliore in una terra lontana. Una volta arrivati a destinazione completamente soli sono stati truffati e derubati di tutto; altri ancora non ce l’hanno fatta. I ragazzi si sono lasciati alle spalle macerie e distruzione per trovare un’altra tragedia, a volte anche più dura.

Le testimonianze riportate sono state raccolte da Unicef in un documentario chiamato “Invisibili. Non è un viaggio, è una fuga. Storie di ragazzi che arrivano soli in Italia”.

 

Angela Gambuti

 

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