Nuova vita dai rifiuti

March 27, 2018

 In Italia, come nel resto del mondo, la spazzatura è un bel problema. Nel Bel Paese produciamo più di 30 milioni di tonnellate di rifiuti, che devono essere raccolti, ma soprattutto, gestiti. Avete mai pensato che i vostri scarti possono diventare preziosi per gli altri? Premesso che la strategia più efficiente sarebbe la riduzione di tale massa attraverso uno stile di vita più attento ad evitare sprechi ed eccessi, sta nascendo comunque la necessità di dare una nuova vita a quello che noi non consumiamo più. All’economia del consumo sta seguendo la cosiddetta economia circolare, l’economia del riutilizzo, dei cicli di vita. Le grandi aziende stanno attuando processi creativi ed innovativi per portare nuove soluzioni all’emergenza ambientale e dove non arrivano loro da sole, collaborano con il mondo del non-profit.

 È il bellissimo esempio di Nespresso, la famosa azienda italiana del caffè, che ha pensato ad un progetto sorprendente per il riciclo delle capsule. The Positive Cup è stato lanciato nel 2011 con lo scopo di costruire un processo di produzione del caffè completamente sostenibile, dalla scelta di piantagioni di caffè al riutilizzo. In particolare, grazie alla collaborazione con Federambiente, Cial (Consorzio imballaggi alluminio) e Cic (Consorzio italiano compostatori), Nespresso si impegna a riciclare completamente le capsule del caffè. Per la raccolta delle capsule usate, al momento dell’acquisto i clienti ricevono la Recycling Bag, che può contenere fino a 200 capsule che possono poi essere riconsegnate in uno nei numerosi centri di raccolta attivi in Italia. A questo punto inizia la nuova vita della capsula. L’acciaio e il caffè vengono separati e iniziano due percorsi diversi. L’alluminio è riciclabile al 100% e inoltre il riciclo di questo materiale permette di ridurre sostanzialmente l’energia richiesta per produrlo. Il caffè invece viene reinventato come fertilizzante per favorire la produzione di riso sostenibile in una risaia nei pressi di Pavia. Il riso viene poi riacquistato da Nespresso e donato al Banco Alimentare, che provvede a distribuirlo tra i più bisognosi. Dall’avvio del progetto, più di un quintale di riso è stato prodotto e ha regalato un pasto a chi è in difficoltà.

Anche nel campo della moda il mondo del business si sta mettendo in moto per la salvaguardia del nostro pianeta e per sensibilizzare i consumatori. È in questo caso l’esempio della famosa catena H&M, che ha da poco lanciato la campagna Conscius Exclusive, una collezione di abiti composta da materiale riciclato, in particolare attraverso la tecnologia BIONIC, un particolare materiale che riutilizza rifiuti di plastica provenienti dal mare, e il TECNEL, una fibra ottenuta dalla lavorazione della pianta dell’eucalipto. L’azienda inoltre da anni ha installato nei punti vendita dei contenitori per la raccolta per i vestiti usati. I vestiti raccolti vengono divisi in oltre 350 categorie, in base al loro materiale e al loro stato. Quelli migliori vengono rivenduti nel mercato come prodotti di seconda mano, altri vengono riutilizzati dando vita a nuovi capi. Altri ancora vengono usati per produrre panni per le pulizie o imbottiture per pannelli e sedili di automobili. Lo scopo è raggiungere 25000 tonnellate di abiti raccolti entro il 2020 e di sensibilizzare i consumatori a pensare positivamente al riutilizzo di ciò che consumano.

Questi progetti vogliono essere due piccoli esempi di come il mondo del for-profit, attraverso processi creativi, possa portare soluzioni ad alto impatto a problemi che i governi e i cittadini faticano a risolvere da soli. Le aziende non dovrebbero essere solo esseri economici, ma anche politici e sociali e occuparsi anche dei problemi e delle sfide globali, considerando l’importanza del loro ruolo. Grazie al loro impegno sarà possibile portare valore, non inteso solo come ricchezza, ma anche come opportunità sociali. Insieme si può lavorare ad un mondo più pulito e amico dell’ambiente.

 

Valeria Ansaloni

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