L'Umanità che salva il mondo

May 8, 2018

"Ma le donne di Castiglione vedendo che non faccio alcuna distinzione di nazionalità, seguono il mio esempio, dando prova della medesima gentilezza nei confronti di tutti questi uomini di origini così diverse e che sono per loro tutti ugualmente estranei. «Tutti fratelli!» ripetevano con emozione. Onore a queste donne compassionevoli, a queste fanciulle di Castiglione! nulla le ha disgustate, stancate o scoraggiate, e la loro modesta devozione non ha tenuto conto né di ribrezzo, né di fatiche, né di sacrifici.”

 

J. H. Dunant, "Un Ricordo da Solferino"

Era il 24 Giugno 1859 quando Jean Henry Dunant, un imprenditore svizzero, si trovava nel mezzo della battaglia di Solferino, conflitto parte della seconda guerra d'indipendenza italiana. Alla fine del conflitto, 23.000 tra feriti e deceduti rimaneva sul campo di battaglia. Henry rimase profondamente turbato da quello che vide: gli staff sanitari e di primo soccorso non erano sufficienti per il numero di feriti, e soprattutto, i medici presenti curavano solo i feriti della loro fazione. E così, un'idea iniziava a insinuarsi nella mente di Henry: perché non esiste un'organizzazione sopra le parti che si occupa di portare soccorso a chiunque, secondo principi d'indipendenza e neutralità? Dunque, con lo slogan "Tutti fratelli!", convince la popolazione, in particolare le donne di Castiglione delle Stiviere, a prestare soccorso indipendentemente dalla fazione di appartenenza dei soldati, perché prima di essere militari, siamo persone.

Ritornato a Ginevra, Henry decise di scrivere un libro sulla sua esperienza, "Souvenir da Solferino", in cui promuoveva le sue idee sulla necessità di avere un'associazione sopra le parti che dettasse regole in merito ai conflitti e che salvaguardasse i diritti dei soldati. Così, nel 1863, insieme ad altri quattro cittadini svizzeri, il giurista Gustave Moynier, il generale Guillaume-Henri Dufour e i medici Louis Appia e Theodore Maunoir creò il Comitato ginevrino di soccorso dei militari feriti, comunemente chiamato Comitato dei cinque e nello stesso anno organizzò la Conferenza Internazionale, con l'adesione di 18 rappresentanti di 14 Paesi che firmeranno, il 29 ottobre dello stesso anno, la Prima Carta Fondamentale contenente dieci risoluzioni che definiscono le funzioni ed i mezzi dei Comitati di soccorso.

Proprio grazie alle idee e agli sforzi di Henry oggi si festeggiamo la giornata internazionale del Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Ad oggi, il movimento comprende 190 società nazionali, presenti con il loro supporto e i loro volontari in ogni angolo del mondo, a lavorare per portare sollievo e pace durante le peggiori crisi umanitarie e conflitti. E proprio oggi si vogliono celebrare le piccole grandi idee che cambiano il mondo. L'esempio di Jean Henry invita ognuno di noi a non stare a guardare davanti alle ingiustizie, a battersi per i propri ideali, a perseguire la pace nonostante gli ostacoli. Con i suoi sforzi ha dato e ancora da un messaggio di speranza per l'uomo. La speranza che insieme si giunga alla pace e alla cessazione delle sofferenze. La speranza che l'umanità vinca rispetto al nostro istinto. La speranza che credendo nell'umanità le cose possano cambiare.

E' impressionante come una banale intuizione abbia rivoluzionato il mondo della filantropia. Grazie Henry per aver creduto che gli esseri umani meritassero di meglio che uccidersi tra loro, grazie per essere andato oltre e aver guardato attraverso la sofferenza. Grazie per averci dotato degli strumenti per proteggere chi soffre, chi è vulnerabile, chi ha bisogno di aiuto. Grazie per ispirare migliaia di volontari a donare il loro tempo e le loro competenze al fine di alleviare il dolore altrui.

 

Grazie a te oggi in tutto il mondo sventoliamo un'unica bandiera, quella dell'umanità.

Per humanitatem ad pacem. Attraverso l'umanità si giunge alla pace.

 

Valeria Ansaloni

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