Science for Peace: Susi Snyder

December 11, 2018

Il 15 novembre nell’aula Magna dell’università Luigi Bocconi di Milano si è tenuta l’annuale conferenza Science For Peace, iniziativa nata nel 2009 su idea di Umberto Veronesi allo scopo di sottolineare che la scienza può e deve contribuire con azioni concrete al raggiungimento della pace. Il tema dell’anno è stato “Disuguaglianze globali”, argomento sempre più scottante in un mondo dove il divario tra ricchi e poveri aumenta costantemente, e dove istruzione e sanità sono delle garanzie solo se si ha avuto la fortuna di nascere nella parte privilegiata del mondo.  Gli interventi dei relatori, scelti tra luminari nel campo della ricerca medica, eminenti sociologi ed attivisti per i diritti umani hanno fornito agli ascoltatori insights preoccupanti e numerosi spunti di riflessioni sulle attuali condizioni in cui versano le maggior parte delle società su questo pianeta.

Uno degli interventi più toccanti, forse meno tecnico di altri ma incredibilmente avvincente, è stato quello di Susi Snyder, presidentessa dell’ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) e Premio Nobel per la Pace 2017 per la sua lotta all’utilizzo e al finanziamento di armi nucleari. Il messaggio di pace e l’appello a fare qualcosa, ognuno nel proprio piccolo, che la Snyder ha rivolto è stato accolto con scrosci di applausi e solenni promesse di impegno attivo da parte dei presenti.

Al termine dell’intervento io ed altri studenti abbiamo avuto la possibilità e la fortuna di incontrare la Snyder per una breve intervista, e sono rimasto estremamente colpito dalla sua disponibilità e dal calore umano che sa trasmettere anche a noi ragazzi, oltre che dalla sua straordinaria capacità comunicativa e dalle sue indubbie competenze tecniche. Parlare con il vincitore di un premio Nobel non è una cosa che capita tutti i giorni, ed eravamo tutti estremamente emozionati. Nonostante ciò la Snyder è riuscita a metterci a nostro agio, ed ha risposto alle nostre domande, dedicando attenzione in particolar modo alle sfide che l’ICAN e tutti coloro che si battono per lo stop agli armamenti nucleari sono chiamati a sostenere ogni giorno e a come sia di fondamentale importanza che si organizzino campagne di informazione e di sensibilizzazione sul tema.

Ordigni in grado di sprigionare una potenza immensa, tale da radere al suolo intere città e di contaminare l’ambiente circostante per decenni, non possono essere considerati strumenti necessari per il mantenimento della pace e per la prevenzione dello scoppio di ulteriori conflitti. Tuttavia, sin dalle prime fasi del progetto Manhattan -ci ricorda la Snyder- le armi atomiche sono state presentate come le armi “per abolire tutte le guerre” convincendo lentamente le persone della loro utilità. Ciò ha fatto sì che al momento attuale la maggioranza dei cittadini di paesi che ospitano nel loro territorio degli ordigni nucleari sia favorevole alla loro presenza e non voglia muoversi per contribuire in qualche modo a campagne di disarmo.

È quindi quanto mai fondamentale riuscire a fare breccia nella coscienza delle persone, facendo loro capire l’importanza di smantellare una volta per tutte le armi nucleari presenti sul nostro suolo, al fine di scongiurare l’improbabile, ma pur sempre reale e possibile pericolo di un incidente o di un conflitto che potrebbe lasciare orfani migliaia e migliaia di giovani.

Per questo aiutate l’ICAN. Per questo aiutate tutte le realtà che stanno dicendo no alle armi nucleari. Per questo aiutate chi, come noi, ci crede.

 

 

 

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