L'esperienza di Maria Cristina in Etiopia con Leo Club: partire e tornare con "occhi" nuovi

January 18, 2019

L’Human of Students di oggi è Maria Cristina Speciale della sezione fundraising che attraverso il suo racconto ci poterà con se' in Etiopia, nella città di Wolisso, e ci presterà i suoi occhi per guardare a questo progetto con la consapevolezza di chi è partito e ha assunto una nuova prospettiva sul mondo e su stesso. 

 

“Parlaci dell’associazione con cui sei partita”

L'associazione con cui sono partita è il Leo Club, ha un'estensione mondiale e l'obiettivo principale è quello di fare Service. Fare Service per noi significa servizio e non si può definire in un modo solo. Quello che facciamo non è sempre beneficenza, ma spesso sono progetti per il bene della comunità locale o internazionale. Ci sono due modi principali per fare service: raccogliere fondi o sensibilizzare. Sostenere un impegno economico oppure mettere le proprie energie e conoscenze a disposizione degli altri. Anche entrambe le cose! Deve esserci sempre un progetto dietro le attività che realizziamo, scegliendo obiettivi sul breve e lungo periodo. Un service serve a migliorare la nostra comunità, ma anche la maturità del Club e dei soci.

 

 

“Cosa ti ha spinta a partire?”

Mi ha spinta a partire la voglia di mettermi in gioco e di conoscere una realtà completamente diversa dalla mia, una realtà per cui raccoglievamo fondi e materiali ma che non sapevamo esattamente di cosa avesse bisogno, sono partita per avere una conoscenza a 360 gradi di quella che è la scuola a cui destiniamo i fondi raccolti. Sono partita perché sentendo le parole di chi c'era stato prima di me mi sono innamorata di questo progetto, ho visto la gioia nei suoi occhi, l'emozione nel ricordarsi cosa aveva visto e vissuto e ho deciso che sarei voluta partire anche io anche solo per provare la metà di quello che aveva provato lui e per esprimere l'amore per quelle persone così come faceva lui con noi quando ci raccontava il progetto.

 

 

“In cosa è consistita la tua attività?”

Quando eravamo a Wolisso la nostra attività principale era stare insieme ai bambini, farli cantare, farli giocare, avevamo poco tempo a disposizione ma abbiamo cercato di utilizzarlo al meglio, i maschi giocavano a pallone il pomeriggio, hanno iniziato a coltivare un orto, la mattina assistevamo all'alzabandiera della scuola e poi andavamo a giocare con i bambini dell'asilo.

 

 

“Consiglieresti a qualcuno di fare questa esperienza?”

Consiglierei al 100% di partire, ma partire con la consapevolezza che non tornerai mai uguale a come sei partito, ti porterai dentro sorrisi e sguardi in cui ti rifugerai nei momenti più difficili, tornerai con una visione completamente diversa del mondo e anche di te stesso. La consiglierei a chi ha voglia di mettersi in gioco e a chi è pronto a cambiare ed arricchirsi. Ma soprattutto la consiglierei a chi partendo fosse accompagnato da un gruppo affiatato come il mio perché senza le persone che erano al mio fianco e che vivevano con me giorno dopo giorno non sarebbe stata la stessa cosa. Ancora oggi a distanza di un anno penso a quello che è stato per me questo viaggio e ancora oggi mi emoziono ripensando a tutto quello che ho visto e vissuto. È un'esperienza che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita, ma solo se sono pronti a stravolgere il loro modo di pensare, di vedere le cose e di comportarsi.

 

 

 

Marta Billè

 

 

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