Il problema non sono Dio, Patria e Famiglia, ma cosa è stato fatto in loro nome.

March 12, 2019

È recente la polemica sul cartello esposto alla manifestazione dell’8 marzo dalla senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà. Il manifesto in questione recava scritto: “Dio, patria e famiglia che vita de merda” e ha suscitato critiche non solo, come era scontato, da parte dei sovranisti, ma anche dei cosiddetti “progressisti”. Il leader di “Siamo Europei” Carlo Calenda ha infatti sentito l’irrefrenabile bisogno di definire su Twitter il cartello come “talmente fesso che non vale la pena parlarne" reo di non combattere il nazionalismo “in modo intelligente” e di cadere “nei luoghi comuni opposti ugualmente superficiali”. Peccato che quel cartello, com’è stato poi spiegato dalla stessa Cirinnà, non fosse un attacco a “Dio, patria e famiglia”, ma a chi usa questi ideali per togliere libertà civili e sociali ai cittadini. “Dio patria e famiglia” è stato infatti uno degli slogan fascisti più in voga durante la dittatura ventennale di Benito Mussolini. Una dittatura che, per inciso, reprimeva nel sangue ogni libertà e che è caduta grazie al sangue di migliaia di giovani che hanno dato la vita anche perché un Carlo Calenda e un Matteo Salvini potessero denigrare un cartello contro la dittatura.

Questa vicenda dimostra per l’ennesima volta che la massima di Antonio Gramsci “la storia insegna, ma non ha allievi” è purtroppo attualissima in tutto il Paese. Ma forse proprio perché nostro malgrado, questa materia tanto odiata continua a influenzare le nostre vite sarebbe forse il caso per una volta di ripassarla prima di parlare, per scoprire cosa accadeva nel Ventennio fascista a tutti coloro che avevano la malaugurata idea di pensare con la propria testa ed esprimere la propria opinione. Dimenticare che in nome di “Dio, patria e famiglia” sono stati mandati a morire al fronte giovani figli strappati alle proprie madri, lavoratori e lavoratrici che avrebbero potuto contribuire allo sviluppo del proprio Paese e che, sempre in nome di questi valori, sono stati commessi violenze e stupri di ogni genere che anche il più comprensivo dei confessori faticherebbe ad assolvere. Ecco, dimenticare tutto questo non solo non fa onore a chi lo fa, ma anche e soprattutto non fa onore a questi tanto sbandierati valori.

Per dirla con Woody Allen non ho niente contro Dio, Patria e famiglia, è il suo fan club che mi spaventa.

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