Immigrazione: possibili soluzioni e assolute menzogne.

Il 3 ottobre c’è stata la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, la data non è stata scelta arbitrariamente, ma in memoria del giorno in cui, nel 2013, 368 persone tra bambini, donne e uomini persero la vita in un naufragio a largo di Lampedusa.

Salvini nell’estate 2018 disse: “Per gli immigrati clandestini è finita la pacchia, preparatevi a fare le valigie in maniera educata e serena”

Sorgono spontanee, dunque, due domande:

Si possono rimpatriare cinquecentomila persone?

Secondo uno studio Ispi tra il 2013 e il 2017, l’Italia non ha rimpatriato l’80% delle persone che avevano ricevuto l’ordine. Il motivo non è da ricercarsi nella inefficienza dello stato italiano, quanto piuttosto nelle numerose nazionalità, oltre sessanta, dei migranti irregolari. Infatti, per ottenere un rimpatrio, è necessaria la presenza di accordi bilaterali con i paesi di origine. Risulta anche inutile, di conseguenza, fare paragoni con altri stati europei, i quali ricevono persone che condividono quasi la stessa nazionalità.

Gli immigrati clandestini si godono la pacchia in Italia?

Soumahoro Aboubakar, l’autore del libro “Umanità in rivolta”, dipinge un quadro agghiacciante della condizione di sfruttamento che vivono gli immigrati in Italia. Particolarmente illustrativo è la descrizione di una scena, che l’autore ha vissuto in prima persona.

Rotonda di Melito a nord di Napoli, alle sei del mattino, i lavoratori irregolari si allineano sulla strada, come soldati che devono combattere oppure, molto più tristemente, come la carne in una macelleria. Questi soldati, che combattono per vivere, aspettano di essere scelti dall’ agricoltore di turno, i lavori sono diversi tranne che per l’assenza di tutele, quella è comune a tutti. Gli uomini si riducono ai minimi termini, a braccia per lavorare nei campi, e purtroppo, non occorre molta immaginazione per capire la strada che devono percorrere le donne, che lottano per vivere.

Esiste una necessità reale di riformare le pratiche che regolano il flusso migratorio. Infatti, proprio in questi giorni si sta discutendo l'accordo di Malta.

Cosa cambierebbe con l’accordo di Malta? I punti chiave sono

  1. Redistribuzione dei migranti, in massimo 4 settimane, indipendentemente dal primo paese in cui sono stati accolti, superando così il principio del primo ingresso di Dublino.

  2. I paesi europei potranno aderire all’intesa su base volontaria, ma per quelli che non aderiranno potrebbero essere previste delle sanzioni.

  3. L’accordo riguarda i migranti che sono soccorsi in mare dalle organizzazioni non governative e dai mezzi militari, ma non riguarda i migranti che arrivano autonomamente e quelli che arrivano in Europa attraverso altre rotte come quella del Mediterraneo occidentale (Marocco-Spagna) e quella dell’Egeo (Turchia-Grecia). Dunque, potrebbe avere una portata molto ridotta, ma il governo italiano sta premendo affinché l’accordo venga esteso.

(fonte l’internazionale)

Migranti, Salvini attacca: “A Malta una fregatura”. Conte. “Non essere geloso. Accordo storico”, questo era quello che si leggeva sul quotidiano “La Repubblica” a fine settembre del 2019.

Dalla scelta delle parole sembra si stia parlando di una partita di calcio, in realtà si parla di scelte che, a loro volta, saranno decisive per il destino di migliaia di persone.

L’importanza fondamentale dell'accordo risiede nella volontà di aprire un dialogo per trovare soluzioni, o come sosteneva Confucio, si diventa parte del problema stesso. (Nel 2018 l’eurodeputata Schlein ha sottolineato che la Lega è stata assente alle 22 riunioni per negoziare il regolamento di Dublino).

È difficile condensare in poche righe quanto la scena politica sia dominata dalla falsa informazione, non solo diffusa dai politici, ma anche strumentalizzata da essi per creare scenari in cui le loro drastiche soluzioni al limite della disumanità diventano le uniche possibili; le voci dei più moderati vengono silenziate, mettendo ulteriormente in evidenza una situazione di emergenza, alimentata dalla stessa falsa informazione.

I dati vanno sempre verificati, non fidatevi di ciò che si sente in giro, ma ricercate informazioni e soprattutto verificate le fonti.

Non esistono, tuttavia, indici che misurano la drammaticità delle conseguenze delle attuali scelte politiche, come il finanziamento italiano per l'addestramento della guardia costiera libica, un corpo costituito da ex miliziani ed ex trafficanti. Però, ci sono le parole di Zeid Raad Al Hussein, alto commissario Onu per i diritti umani : “La politica Ue di assistere le autorità libiche nell’intercettare i migranti nel Mediterraneo e riportarli nelle terrificanti prigioni in Libia è disumana. La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’umanità”.

Il mare mediterraneo, per secoli punto di incontro di culture diverse, si è trasformato in un cimitero a cielo aperto, o forse, nella fossa comune degli ultimi.

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