2020: L’Anno di svolta per la comunità LGBTQ+

VATICANO. 21 ottobre 2020. "Le persone omosessuali - afferma Papa Francesco- hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio”. Ed è subito scalpore.

È il prosieguo di una serie di cambiamenti progressisti in un mondo fortemente polarizzato, dove i diritti LGBTQ+ sono sempre esposti a rischio, perché messi continuamente in discussione dalle varie propagande politiche dei vari partiti che si susseguono nel mondo, dove l'omosessualità rimane reato ufficialmente in circa 68 paesi.

Nel panorama italiano, quella di Papa Francesco, non è l’unica svolta: il 30 settembre scorso, l’AIFA decide di rendere gratis tutti i farmaci ormonali usati dai transgender e la Camera del parlamento italiano, con il Ddl “Zan”, il 4 Novembre scorso, approva la legge contro l’omotransfobia.

Come non bastasse, negli USA sembra aprirsi uno spiraglio di luce con la possibile elezione a nuovo presidente del democratico Joe Biden, promotore per eccellenza dei diritti LGBTQ+, per lui veri e propri diritti umani. In forte attesa tutto il mondo per i risultati.



È il 21 Ottobre 2020, durante la Festa del Cinema di Roma, quando Papa Francesco appare nel docu-film “Francesco”, diretto da Evgeny Afineevsky. È proprio lì che si schiera a favore delle unioni civili, ed è subito scalpore internazionale.


"Le persone omosessuali - afferma - hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo".


Sono parole forti per la Chiesa. parole che raccolgono consensi e attenzioni dell’intera comunità LGBTQ+ e da tutto il resto del mondo. Parole che sembrano scardinare la classica dottrina cattolica e provocarne i membri della stessa. Da molti, accolte positivamente, da altri con dissenso. Numerosi si chiedono cosa si celi dietro una presa di posizione così forte.


Il sacerdote gesuita Juan Carlos Scannone, conosciuto come teologo del Papa, spiega di aver conosciuto un Bergoglio arcivescovo di Buenos Aires favorevole alle unioni civili, perché ritenute “un buon compromesso per evitare il matrimonio egualitario”: «Matrimonio è un termine che ha una storia. Da sempre, nella storia dell’umanità e non solo della Chiesa, viene celebrato tra un uomo e una donna», afferma infatti lo stesso Francesco nel suo libro scritto con Dominique Wolton, “Dio è un poeta”. E aggiunge: «È una cosa che non si può cambiare. È la natura delle cose, è così. Chiamiamole unioni civili. Non scherziamo con la verità».

Dalle varie pubblicazioni del Papa risulta, perciò, una netta distinzione tra matrimonio e unioni civili. Una distinzione che in ogni caso, non arresta il successo planetario di Bergoglio, ormai eroe rivoluzionario dopo la diffusione del docu-film che dipana in modo esponenziale le sue affermazioni sulle unioni civili. Affermazioni che metteranno in crisi le argomentazioni di chi, anche in nome della posizione della Chiesa, disincentiva la tutela delle coppie omosessuali, e che daranno invece un forte supporto alla scienza e ai governi che riconoscono la naturalezza del fenomeno LGBTQ+.


Naturalezza confermata in tutta Italia, il 30 settembre 2020 con la decisione dell'AIFA di rendere tutti i farmaci ormonali usati per il processo di femminilizzazione delle donne transgender e per il processo di virilizzazione degli uomini transgender gratuiti a partire dall’1 ottobre 2020.


Un’altra vittoria locale, in questo 2020, per tutti coloro che avranno ricevuto una diagnosi di “disforia di genere” o di “incongruenza di genere” da una equipe “multidisciplinare e specialistica dedicata”.


In aggiunta, un’altra conquista della comunità italiana LGBTQ+ è quella del Ddl “Zan”. Il 4 Novembre scorso, infatti, la Camera del Parlamento italiano ha approvato la legge contro l’omotransfobia oltre la misoginia e la disabilità. In attesa la votazione finale al Senato, prevista per i primi mesi del 2021.


Espandendo lo sguardo in modo più internazionale, notiamo invece che, il matrimonio egualitario è permesso in soli 28 paesi al mondo: Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Colombia, Costa Rica, Danimarca, Ecuador, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Islanda, Lussemburgo, Malta, parte del Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti d'America, Sudafrica, Svezia, Taiwan e Uruguay.


Mentre in altri 12 (Italia, Andorra, Cile, Cipro, Croazia, Grecia, Liechtenstein, Repubblica Ceca, San Marino, Slovenia, Svizzera e Ungheria) vige l’alternativa delle unioni civili con possibilità o meno di adozione.


Nonostante ciò, c’è ancora molta strada da fare: in data 18 luglio 2020 l'omosessualità rimane ufficialmente reato in circa 68 paesi del mondo.


Si spera dunque che le parole del Papa aprano nuove strade per la comunità LGBTQ+, che attende inoltre la svolta decisiva delle politiche del futuro presidente americano. Se infatti il duello per la presidenza americana dovesse esser vinto dal democratico Joe Biden, per la comunità in questione sarebbe un ulteriore enorme successo. Promotore dei dei diritti LGBTQ+, Mr. Biden scrive infatti, in uno degli ultimi post, nel suo personal account Instagram: “i diritti LGBTQ+ sono diritti umani. E lotterò sempre per questi ultimi.”


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