Mattarella Bis: la rielezione del capo dello Stato al Quirinale

Il giorno 29 gennaio, Sergio Mattarella è stato rieletto presidente della Repubblica, chiudendo così l’ottavo di una successione di scrutini che da ormai sei giorni veniva portata avanti dal Parlamento. Questi giorni hanno reso quanto più evidente non solo la lentezza della politica italiana nel prendere una decisione, la cui sopravvenienza era per giunta ben chiara, ma anche l’incapacità di tenere salde le coalizioni nel tempo formatesi dando inizio a un processo disgregativo che sembra essersi placato solo nel momento in cui è stato fatto un nome: Sergio Mattarella.


Ed è così che, nonostante nei mesi passati il capo dello Stato abbia ribadito reiterate volte il suo intento a non procedere con un secondo mandato, davanti alla richiesta dei capigruppo parlamentari e dei rappresentanti di Regioni e Comuni il presidente della Repubblica ha annunciato il suo ormai celebre “Se serve ci sono”. Quattro semplici parole che hanno però rassicurato milioni e milioni di italiani, preoccupati dalle notizie inconcludenti provenienti da Montecitorio, e hanno dato inizio a una serie di eventi, il primo dei quali l’ottava elezione, che l’ha visto uscire vincente con 759 voti, un lunghissimo applauso e standing ovation e che ha dunque posto fine a questo apparentemente interminabile iter.


A pochi minuti dall’esito della sua rielezione, seconda in numero di voti solo a quella di Sandro Pertini, che vinse nel 1978 con 832 voti su 995, il Presidente Mattarella rilascia una dichiarazione in cui fa emergere che, nella sua scala delle priorità, il suo dovere di uomo delle istituzioni e il senso di responsabilità che ne deriva “gli impone di non sottrarsi e prevale sulle sue idee ed anche sulla sua vita privata”.

“La rielezione di Mattarella è una svolta che nasce dalla disfatta dei partiti, dall’incapacità di trovare una soluzione.” Ha amaramente commentato il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana poco dopo la rielezione, non nascondendo l’ormai diffuso senso di delusione sullo svolgimento degli eventi in Parlamento della scorsa settimana. Ciononostante non ha omesso di evidenziare l’aspetto positivo di questa situazione, ossia che si è data la possibilità di mantenere i vertici dello Sato, presidenza della Repubblica e presidenza del Consiglio: “la coppia che è stata determinante in questo ultimo anno per dare al Paese la possibilità di affrontare la pandemia, che ha collocato l’Italia in un ruolo sempre più rilevante sullo scenario globale ed è riuscita anche a dare un impulso all’economia che non si era mai visto.”


Finito l’entusiasmo per il Mattarella Bis ci sarebbe bisogno che ci prendessimo tutti un momento e meditassimo sul fatto che ancora una volta l’indecisione e il conflitto hanno regnato sulla scena politica italiana, lasciando tra i “perdenti” del conflitto non solo un uomo desideroso di ritirarsi a vita privata, ma anche 60 milioni di italiani ancora una volta marionette di giostrai che non riescono a decidere che opera mettere in scena.


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