Non siamo tutti uguali: oltre al codice genetico, alla base, una disparità economica


La realtà concreta e fisica della disuguaglianza, è ben visibile a tutti coloro che la vivono: contadino o parlamentare, operaio o nobile, cameriere o finanziere. Ciascuno vede un’angolatura sulle condizioni degli uni e degli altri, sui rapporti di potere e su cosa sia giusto o sbagliato.

Il tutto diventa lampante durante periodi di crisi economiche come quella attuale: per la prima volta in un secolo, si potrebbe registrare un aumento della disuguaglianza economica in quasi tutti i paesi contemporaneamente.

Lo si deduce dal report di Oxfam, diffuso in occasione dell’apertura del World Economic Forum di Davos, dal quale emerge inoltre, che:

le 1.000 persone più ricche del mondo hanno recuperato in appena 9 mesi tutte le perdite che avevano accumulato per l’emergenza Covid-19, mentre i più poveri, potrebbero impiegare più di 10 anni;

a dicembre la ricchezza dei miliardari nel mondo, aveva raggiunto il massimo storico di 11.950 miliardi di dollari, ossia quanto stanziato da tutti i Paesi del G20 per rispondere al coronavirus;

dall’inizio della pandemia il patrimonio dei primi 10 miliardari del mondo è aumentato di 540 miliardi di dollari complessivi: risorse sufficienti a garantire un accesso universale al vaccino anti-Covid e assicurare che nessuno cada in povertà a causa del virus.

Emerge infine, che in Italia oggi, un'infermiera dovrebbe lavorare 127 anni per guadagnare quanto un amministratore delegato, in un anno.

È lo stesso Mario Draghi che nel discorso al Senato per la fiducia evidenzia un aumento della disuguaglianza, misurata dall’indice Gini che fa un salto da 35 nel 2019, a 41 nel secondo trimestre 2020, portando l’Italia al sesto posto nella classifica europea per disuguaglianza della distribuzione del reddito, preceduta da Spagna, Romania, Lettonia, Lituania, Bulgaria.


MA COS’E’ IL COEFFICIENTE DI GINI?


Un metodo visivo facilmente intuitivo, per comprendere la disuguaglianza nella distribuzione del patrimonio di una nazione, una semplicissima misura statistica compresa tra 0 e 100, in percentuale: 0 corrisponde alla pura equidistribuzione: una situazione in cui tutti percepiscono esattamente lo stesso reddito.

Mentre 100 corrisponde alla massima concentrazione: una sola persona percepisce tutto il reddito del paese a discapito di tutti gli altri che hanno un reddito nullo.

Capendo questo, sarà sicuramente più facile osservare la mappa mondiale del coefficiente di Gini dove sembrerebbe che i paesi scandinavi siano quelli, dove il reddito è più equamente distribuito. Seguiti da Germania con coefficiente circa uguale a 29, Austria, 28 e Belgio di 26.

Quello degli Stati Uniti d'America corrisponde invece a circa 42 sottolineando una maggiore diseguaglianza di reddito nella popolazione.

Inoltre, la maggior parte delle nazioni sviluppate d’Europa, più Australia e Canada, presenterebbero invece, coefficienti di Gini compresi tra 24 e 36, con eccezione per la Bulgaria di 40.


CHI SONO INVECE I PAESI PIÙ POVERI AL MONDO?

Andando a guardare il PIL procapite, ciò che salta all’occhio nelle classifiche mondiali è proprio quello dei 10 paesi più poveri del mondo: Burundi (PIL procapite è di 727 dollari), Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Eritrea, Niger, Malawi, Mozambico, Liberia, Sud Sudan e Sierra Leone.


CHI, GLI UOMINI PIU’ RICCHI DEL MONDO?


Pubblicata da Bloomberg News, è questa in foto, la classifica dei 10 uomini più ricchi del mondo. E prima di accanirsi contro di essi, capiremo per alcuni come si sono conquistati la loro fetta nel mercato e come si adoperano per distribuire le loro ricchezze.

Jeff Bezos, nato nel Nuovo Messico nel ‘64, dato alla luce da una ragazzina di 17 anni, acquisisce il cognome dal padre adottivo. Sin da piccolo, mostra un certo interesse per la tecnologia: istalla un allarme elettrico per tenere lontani i fratelli più piccoli dalla sua stanza. Oggi è un imprenditore statunitense, fondatore e presidente di Amazon, la più grande società di commercio elettronico al mondo. Inoltre è fondatore di Blue Origin, società di start up per voli spaziali, e proprietario del The Washington Post.

Bezos oggi chiede consigli su Twitter per una strategia filantropica che possa aiutare le persone in the “here and now”. Annuncia inoltre, che donerà dieci miliardi di dollari per sostenere la lotta al cambiamento climatico, una missione per affrontare quella che ha definito come «la più grande minaccia» odierna: i fondi daranno vita al Bezos Earth Fund.

Elon Musk, classe ’71 nasce in Sudafrica. È appassionato di programmazione e a 12 anni per circa 500$ vende il codice da lui creato di un videogioco scritto in BASIC. Consegue due lauree all'Università della Pennsylvania, una in economia e l’altra in fisica. È il fondatore di numerosi progetti esorbitanti, tra cui Space X, Tesla, Solar City il cui scopo è la lotta al riscaldamento globale, o ancora, Neuralink, una startup di neurotecnologie incentrata sullo sviluppo di interfacce neurali, per collegare il cervello umano con l'intelligenza artificiale.

Tra lo scenario dei miliardari filantropi spiccano inoltre due coppie di fama mondiale: Bill e Melinda Gates che con la loro “fondazione Bill & Melinda Gates e un patrimonio di 50.7 miliardi di dollari sono attivi nella ricerca medica, nella lotta all'AIDS e alla malaria e nel miglioramento delle condizioni di vita nel terzo mondo e nell'educazione.

Anche Mark Zuckerberg e la moglie Priscilla Chan, seguono la stessa via cedendo il 99% delle azioni Facebook (circa 45 miliardi di dollari) alle attività filantropiche della loro “Chan Zuckerberg Initiative” che si impegnerà a promuovere progressi in campo medico, tecnologico ed educativo.

Data pandemia da Coronavirus, inoltre, per favorire la ricerca ed un equo processo di vaccinazione globale, la stessa “fondazione Bill & Melinda Gates” ha donato 250 milioni di dollari.

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